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BREVE STORIA DI CORTONA, DALLE ORIGINI ETRUSCHE FINO AL RINASCIMENTO

“………..altrove è un luogo,

cui nome i Greci diedero d’Esperia,

d’armi potente  e di feconde glebe,

antica terra degli Enotri un tempo;

ora è fama che “Italia” i discendenti

da un nome di lor duce l’han chiamta.

Queste le nostre sedi, donde venne

Dardano e il padre Iasio e nostra stirpe,

che da lui capostipite discese.

Ed ora sorgi, e al vecchio padre, lieto,

questi veraci detti riferisci:

Còrito cerchi, nell’ausonia terra,

perché i campi Dittei Giove ti nega.”

 

Virgilio –Eneide- libro III

 

Di chiara origine virgiliana, dunque, il detto che definisce Cortona “la mamma di Troia e la nonna di Roma”.

La città di Cortona ha una storia molto ricca di notizie dal sapore leggendario: come tutti i piccoli centri anche il nostro non sfugge a quella usanza, secondo la quale si cercano origini nobili e lontanissime per dare lustro e fama alla città. Si disse nei secoli passati che Cortona era stata fondata dall'eroe Dardano, cui si deve anche la fondazione di Troia, o che era una città pelasgica. Molto più semplicemente la fondazione di Cortona risale ai secoli dello splendore della civiltà etrusca, quando anche le città dell'interno avevano una precisa funzione nel contesto civile, militare e religioso. Secondo Livio, Cortona era addirittura una delle dodici Lucumonìe dello stato etrusco: e della importanza che aveva sono imponente testimonianza le mura e le tombe dei dintorni, oltre gli oggetti di raffinato e gustoso artigianato in bronzo ed in terracotta rinvenuti nell'ambito della città.

Passata sotto il dominio romano, la storia di Cortona si identifica con quella di qualsiasi altro piccolo centro, lontano dalla magnificenza imperiale e con vicende oscure ed assolutamente impersonali. Sappiamo solo che nel 450 d.C. subì il destino di Roma: i Goti la occuparono e ne fecero una cittadina ancora più anonima. Solo nel '200, con il prevalere dei Comuni, la città di Cortona risorge a nuovo splendore; il dominio si allarga, iniziano le lotte con i centri vicini per il controllo di vasti territori, fino al 1258, quando la città fu proditoriamente occupata dagli aretini e gli abitanti costretti all'esilio. Inizia a questo punto l'ascesa della famiglia Casali, che per circa due secoli avrà la signoria della città. Dopo aver ricondotto i Cortonesi in patria, in mezzo a lotte, intrighi e periodi di tranquillità, i Casali danno a Cortona una ricchezza ed una prosperità mai godute fino allora.

All'inizio del XV secolo, nel 1411, Ladislao, Re di Napoli, che aveva occupato la città, ne fa oggetto di mercato con la repubblica fiorentina.

Da questo momento Cortona perde la sua autonomia e torna ad essere un territorio soggetto, sia pure rimanendo aderente alle sue nobili tradizioni ed usanze.
La sua storia non ha più grandi momenti, anche se illustri personaggi si mettono in luce specialmente nel campo artistico: ecco infatti Luca Signorelli, Francesco Laparelli, Pietro Berrettini. Dopo l'unità d'Italia, Cortona, che ha vissuto senza traumi il passaggio dalla Toscana granducale all'Italia finalmente riunificata, continua a vivere tranquillamente, gloriandosi delle tradizioni dei passato, più che cercando di avviarsi verso Il futuro. E' così, comunque, che la vogliono i Cortonesi, una cittadina tradizionale, tranquilla, lontana dagli sconvolgimenti e dai cambiamenti troppo violenti spesso imposti, più che voluti, dalla moderna civiltà.

Museo dell'Accademia Etrusca di Cortona